Il governo britannico si appresta a vietare l’accesso ai social media considerati “dannosi” ai minori di 16 anni, mantenendo aperto l’accesso ad alcune piattaforme ritenute più sicure. Secondo il Times, che ha anticipato la notizia, il primo ministro Keir Starmer dovrebbe formalizzare l’annuncio entro dieci giorni, a conclusione di un percorso avviato all’inizio dell’anno con una consultazione pubblica su come regolare l’accesso dei minori a internet.
La Children’s Commissioner inglese ha già preso posizione, chiedendo che il divieto venga esteso anche ai 16 e 17enni, che a suo avviso meritano la stessa protezione. Una fonte di Downing Street ha dichiarato che Starmer “non ha paura di scontrarsi con le aziende tecnologiche e i loro dirigenti per proteggere i giovani”.
La questione è al centro del dibattito politico britannico da mesi. A gennaio la madre di Brianna Ghey, adolescente uccisa nel 2023, aveva scritto a Starmer chiedendo il divieto di social media per i minori di 16 anni. Più di 60 deputati laburisti avevano fatto altrettanto. Starmer aveva risposto pubblicamente avvertendo che i ragazzi rischiano di essere trascinati in “un mondo di scroll infinito, ansia e confronto continuo”.
A marzo il governo aveva avviato una consultazione di tre mesi che prevedeva misure che spaziavano da un’età minima per i social media a divieti su funzionalità di design addictive e coprifuochi notturni per i minori di 16 anni. Parallelamente, il governo ha già annunciato misure contro gli strumenti di AI per la generazione di immagini sessualizzate non consensuali, uno dei principali vettori di sextortion ai danni di minori.
Il modello australiano e il contesto europeo
In Australia, dal 10 dicembre 2025, è vietato agli under 16 aprire o mantenere account su piattaforme come TikTok, Instagram, YouTube, Snapchat, X e Facebook. La responsabilità dell’applicazione del divieto ricade sulle aziende, che rischiano multe fino a 49,5 milioni di dollari australiani in caso di inadempienza.
Il Regno Unito non è l’unico paese europeo a muoversi in questa direzione. Francia, Danimarca e Polonia stanno valutando norme più stringenti, mentre la Grecia ha annunciato ad aprile che vieterà l’accesso ai social agli under 15 a partire da gennaio 2027.
Il vero banco di prova di qualunque divieto resta la verifica dell’età. Alcune piattaforme di contenuti per adulti hanno già preferito bloccare completamente l’accesso agli utenti britannici piuttosto che implementare sistemi di verifica, con effetti collaterali rilevanti anche per gli adulti. Il dibattito su come bilanciare la protezione dei minori con la privacy degli utenti e la libertà di espressione è ancora aperto.

